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Lampi di cultura

Israele, Gerusalemme, Santuari del Golgota

I. Sistemate cosi le altre faccende, l'imperatore edificò un monumento importante nel paese di Palestina... Gli era parso suo dovere presentare alla vista e alla venerazione di tutti il luogo santissimo della resurrezione del Salvatore, che si trova a Gerusalemme     Ordinò dunque di costruire una casa di pietra  

2. Tanto tempo prima, infatti, uomini empi... avevano fatto l'impossibile per abbandonare all'ombra e all'oblio quel divino monumento dell'immortalità. Quel luogo di salvezza, dunque, gli empi avevano immaginato di sottrarlo alla vista degli uomini... Con i mezzi più diversi, da fuori città portano terra e ne ricoprirono tutta la zona. Giunto il terrapieno e una certa altezza, lo ricoprono di lastre di pietra, nascondendo cosi la grotta divina sotto un ammasso enorme di terra e ghiaia... Sopra, infine, dispongono una vera tomba delle anime, costruendo a un demone impuro l'antro tenebroso di Afrodite... 3. Tuttavia, quelle opere escogitate da gente empia contro la verità durarono a lungo... Ma, docile allo Spirito di Dio, [l'imperatore] ordina di ripulire e livellare tutta la zona... In breve, quegli edifici vengono fatti precipitare a terra, e dalle dimore dell'errore vengono portate via le statue e gli idoli... Inoltre, il sovrano fa togliere le pietre e i legni delle costruzioni abbattute, e le fa gettare lontano. Il principeordina quindi di lavorare di sterro in profondità e di portar via tutto, lontano, insieme con le macerie. 4. Come se un nuovo ordine di cose stesse sostituendosi a un altro, il suolo primitivo riapparve nella profondità della terra, e la sacra testimonianza della resurrezione dei Salvatore si manifestò, contro ogni speranza, e la grotta santissima parlava del ritorno del Salvatore alla vita... 5. Senza indugio, il principe ordina che intorno alla grotta della salvezza venga eretto un santuario con una magnificenza, degna della sua opulenza. A coloro che governavano i popoli dell'Oriente [cioè l'amministrazione romana], egli ingiunse di conferire all'impresa , offrendo fondi considerevoli, un carattere di grandiosità senza eguale, mentre spediva al vescovo il racconto seguente: "... Il vincitore Costatino... a Macario... Il mio desiderio più grande è di ornare con edifici splendidi questo santo luogo cui io ho tolto la vergognosa presenza di un idolo. Ora conviene quindi che voi prendiate tutte le disposizioni necessarie per costruire, non solamente una basilica superiore a quelle del mondo intero, ma anche altri edifici. Quanto alla costruzione pratica e alla sua decorazione, sappiate che ne ho affidata la cura al nostro amico              Draciliano, prefetto, e al governatore della vostra provincia. La nostra pietà ha ordinato loro di far venire immediatamente gli artisti, gli operai, e tutto ciò che il vostro senno indicherà loro come necessario alla costruzione. Quanto alle colonne e agli altri oggetti di marmo, cercate quelli che ritenete i piú preziosi e i piú utili, e stendetene un esposto scritto... affinché noi possiamo far portare da tutte le parti gli oggetti necessari nella quantità richiesta    Desidero sapere da voi se vi piace che il soffitto della basilica venga decorato a cassettoni oppure se preferite tutt'altro ornamento. Se scegliete i cassettoni, si potranno profilare d'oro...'  
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Attorno si luogo della sepoltura del Salvatore fu edificata la nuova Gerusalemme, dirimpetto alla famosa Gerusalemme antica... la quale espiò con la propria desolazione il crimine dei suoi empi abitanti... Egli volle ornata, anzitutto, la santa grotta, monumento divino…In primo luogo, la magnificenza dell'imperatore, decorando questo elemento   capitale dell'insieme con colonne scelte e con ornamenti abbondanti, fece risplendere la venerabile grotta sotto un abbellimento radioso. Passando quindi in un ambiente amplissimo e aperto verso l'esterno, lo adornò di un lastricato brillante e lo circondò su tre lati con lunghe gallerie a portici. Sul lato di fronte alla grotta, verso levante, c'era la basilica di considerevole altezza ed estremamente estesa in lunghezza e in larghezza. La, superficie interna dell'edificio era tutta ricoperta da lastre di marmo policromo. L'aspetto esterno dei muri, abbelliti da pietre levigate, presentava un genere di bellezza straordinaria, per nulla inferiore a quella del marmo. Quanto al tetto, la parte inferiore era ricoperta di piombo; la parte interna del tetto era ricoperta da cassettoni scolpiti, per tutta l'estensione della basilica, e l'oro lucente di cui erano dipinti faceva risplendere di mille riflessi il tempio intero. Sui due fianchi correvano, parallele secondo la lunghezza del tempio, gallerie gemelle a doppio portico, inferiore e superiore, dai soffitti dorati. La fila davanti era a grosse colonne; quella dietro era a pilastri quadrati. Tre porte rivolte verso il sorger del sole a levante accoglievano coloro che venivano dall'esterno. Di fronte ad esse, all'estremità della basilica, si trovava l'abside, e coronamento dell'insierne, circondato da dodici colonne, in numero eguale, cioè, a quello degli apostoli, e ornate al sommo con grandi crateri d'argento. A coloro che da qui avanzavano verso gli ingressi situati davanti alla basilica si presentava un altro ambiente scoperto, con due esedre ai due lati, e un primo atrio circondato di portici. In fondo, venivano le porte    dellatrio; poi sulla strada, i propilei comuni a tutto l'edificio, disposti con un'arte che dava al passante un'idea di ciò che dentro si vedeva.  

Eusebio di Cesarea, Vita di Costantino, libro III, capitolo XXV.
Citazione tratta da Grabar A., L'Arte Paleocristiana, Rizzoli