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Iran, a, Bronzi Luristan

Verso il 1930 comparvero a Teheran, e poco dopo sui mercati europei ed americani, i cosiddetti "bronzi del Luristan", piccoli oggetti di bronzo provenienti dal Luristan, regione dell'Iran nord-occidentale. L'abbondanza di questi materiali sui mercati internazionali, dovuta a scriteriati saccheggi di tombe e necropoli, ha fatto dubitare più di un archeologo dell'autenticità di alcune collezioni ospitate anche da importanti musei. Vi è poi la difficoltà di distinguere tra i bronzi del Luristan veri e propri da quelli trovati nel Luristan o da i bronzi prodotti nell'Iran prima dei Medi. Comunque sia, i bronzi del Luristan, ritrovati soprattutto nelle grandi necropoli di questa regione, rivelano una sensibilità artistica e un gran progresso nella lavorazione dei metalli acquisita nella parte occidentale dell'altipiano iranico tra il VIII e il VI secolo a.C.

 La cosa che balza immediatamente agli occhi è l'abbondanza, tra questo materiale, di oggetti legati al cavallo: briglie, morsi, finimenti vari. Non solo, molti morsi sono decorati con motivi legati al cavallo: alcuni studiosi pensano che questo sia indice del carattere nomade delle popolazioni che producevano questi arnesi, altri che si tratti di oggetti per uso votivo, in cui il cavallo rappresenterebbe il mezzo con cui il defunto compie l'ultimo viaggio. A sostegno di quest'ultima ipotesi vi è anche il fatto che molti morsi di cavallo sono stati trovati sotto le teste dei defunti. Alcuni artisti sbizzarriscono la loro fantasia creando cavalli composti da parti del corpo appartenenti ad altri animali (così come avviene nell'arte scita). Altri similitudini sono state tracciate fra questi bronzi e motivi presenti nell'arte mesopotamica, come, ad esempio, le raffigurazioni di combattimenti mitici tra uomo e animale.

Oltre agli oggetti equini, sono state trovate moltissime armi, non tanto per uso proprio, ma in quanto oggetti simbolici destinati all'uso dei defunti nell'aldilà: spade e pugnali erano spesso decorati da teste leonine. Fantasiosi decori ornavano anche molti monili quali cinture, collane, bracciali, fibule e spille.

La decorazione zoomorfa si conferma quella più confacente alla mano degli artisti iraniani, ma fra i bronzi del Luristan troviamo anche statuette antropomorfe, destinate al corredo funerario del defunto, forse rappresentanti il defunto stesso; o, più frequentemente, di inquietanti divinità policefale, rappresentazioni che riflettono la primitiva religione iranica. Una di queste statuette funerarie (meno di 20 cm.) ritrovata a fine degli anni 1960, raffigura una creatura demoniaca a tre teste, ognuna delle quali ha tre facce: il dio/demone sta strangolando due mostri che escono dal suo stesso corpo, mostri dai colli lunghissimi da cui fuoriescono due teste di gallo. E' stata datata attorno al 700 a.C.   Il significato degli dei con molte teste e molti occhi, presenti anche in altre culture, è chiaro: essi sono esseri dalla moltiplicata potenza, e di conseguenza, possono offrire maggiore protezione ai loro adepti.

Oltre che gli oggetti sopra considerati, l'arte bronzea del Luristan comprende anche alcuni vasi, fra cui spicca uno conservato al Louvre di Parigi: si tratta di una brocca la cui ansa è decorata da un personaggio barbuto, le braccia incrociate, e due grandi ali che dipartono dal dorso, che ricorda analoghi personaggi rinvenuti nelle tombe etrusche.