Lampi di cultura

Etruria, Sovana

Scavate nel tufo, le tombe rupestri erano collocate perlopiù in posizione soleggiata: stuccate esternamente e ben rifinite, dichiaravano il loro intento di tombe solo “di facciata” all’interno, generalmente mal rifinito e incompiuto. La camera sepolcrale si trovava infatti al di sotto della tomba, in posizione protetta e con pianta regolare, cruciforme oppure a T oppure rettangolare. Secondo alcuni, le scale laterali che consentivano l’accesso alla parte superiore del tempio-facciata erano finalizzate all’esecuzione dei riti funebri.

Tomba della Sirena
Sorge a ovest della città, sul costone di Sopraripa; del tipo “a edicola”, possiede una facciata coronata da un timpano, sormontato dal trave di colmo del tetto su cui poggia la figura di Scilla (il mostro mitologico da cui la tomba prende il nome), rappresentata nell’atto di soffocare due giovani tra le sue spire; un fregio di tipo dorico alterna triglifi a metope decorate con rosette. Al centro della facciata, la figura del defunto disteso sulla kline (il tipico letto da banchetto e da riposo etrusco, rialzato da sponde nei lati corti) è collocata entro una nicchia, fiancheggiata da due demoni maschili alati; al di sotto si trova la piccola camera sepolcrale.

Tomba del Tifone
Dell’inizio del II sec. a.C., la tomba sorge a nord della città; anch’essa del tipo “a edicola”, possiede però una semplice facciata inquadrata da ante scanalate e sormontata da un timpano con protome umana.

Tomba Ildebranda
Così chiamata in memoria di Ildebrando di Sovana, papa tra il 1073 e il 1085 con il nome di Gregorio VII, la tomba sorge a nord della città. Databile alla prima metà del III sec. a.C., ripropone la pianta di un tempio ad alae, cioè con colonnati laterali terminanti di fronte alle ante ai lati della cella; ha sei colonne sulla fronte e quattro sui lati, tutte scanalate, con capitelli figurati e sormontate da un doppio fregio decorato. La cella presenta la tipica finta porta, mentre la camera sepolcrale, con pianta a T e preceduta da un lungo dromos (corridoio d’accesso), si trova al di sotto dell’alto podio in tufo, basamento della facciata-tempio (accessibile mediante due scalette laterali).  

Tomba Pola
Anch’essa tomba di tipo “naomorfo” (riproponente cioè la facciata di un tempio), è in un peggior stato di conservazione rispetto alla tomba Ildebranda; è la prima tomba che si incontra uscendo dalla città a nord e iniziando la visita da est ad ovest, sul Poggio Felceto. Databile tra la fine del IV e l’inizio del III sec. a.C., la tomba presenta una facciata con otto colonne scanalate e capitello figurato sulla fronte; sul fondo, la finta porta era inquadrata da due ante.

Tomba del Sileno
In località Monte Rovello, la tomba è datata tra la fine del III e l’inizio del II sec. a.C.; pur essendo del tipo a tempio, presenta una particolare pianta a tholos: sei semicolonne sono addossate all’edificio circolare, mentre la camera sepolcrale sottostante era rettangolare e con banchine laterali. La tomba è stata trovata inviolata ed ha restituito un ricco corredo.

(Elena Smoquina)