Lampi di cultura

Iran, Persepoli

Persepoli per i Greci
Una delle più antiche descrizioni di Persepoli è quella di Diodoro Siculo ( Biblioteca Storica XVII, 70-2). Secondo lo storico greco, la città apparve così ad Alessandro Magno: “Persepolis era la metropolis dell’impero persiano. Era la città più ricca che ci fosse sulla terra e le case private erano state dotate di ogni tipo di bene di lusso nel corso degli anni. La cittadella è degna di nota ed è circondata da mura triple”. Persepolis , la chiamano i Greci e dopo di loro i Romani, attraverso la falsa etimologia di Persai polis , città dei Persiani. Eppure, questo nome deriva dalla limitata conoscenza che essi avevano della città, il cui vero nome di fondazione fu P?rsa (da qui l’errore, P?rsa diventa per i Greci Persai).

La fondazione
Nel tardo VI a.C. i coloni persiani fondarono questa città e i re che si susseguirono avviarono la costruzione di opere monumentali. Fu attorno al 518 a.C. che Dario il Grande scelse un promontorio della “collina reale” come sito per un nuovo complesso palaziale, dando vita alla cittadella della città di P?rsa. Il nome di queste montagne, “Monte Mitra”, indica che i primi Persiani consideravano il sito sacro e che lo associavano a Mitra, divinità degli Iraniani e “guardiana delle terre iraniane”. Quale fosse l’obbiettivo di Dario I il Grande e dunque la funzione di Persepoli, è oggetto ancora oggi di dibattito.

La funzione
Molti studiosi sostengono che sia stata costruita come sito di celebrazione di Nowruz, la festa persiana del nuovo anno. Altri negano invece che ci sia alcuna evidenza della celebrazione di Nowruz in epoca achemenide e dunque a Persepoli. Alcuni ritengono che la città sia una rappresentazione del potere reale o un centro politico, economico e amministrativo dell’impero, o addirittura un osservatorio per correggere i sistemi di calcolo del tempo. Ma è Dario stesso a specificare di aver costruito una fortezza, non un centro politico, nelle iscrizioni di fondazione della città.

Le iscrizioni
Alla destra dell’ingresso originale del sito (posto a sud) un enorme blocco rettangolare (7,2 x 2,5 m) riporta quattro incisioni cuneiformi in nome di Dario il Grande. Due di queste sono in antico persiano, una in elamitico e la quarta in babilonese. Questi testi hanno il chiaro intento di informare i visitatori sulla natura della città, così come sugli ideali di Dario. Proprio per questo sono fondamentali per capire la corretta funzione del sito. Nella prima iscrizione si legge “Questa è P?rsa, data a me da Ahura Mazd?, che bella, posseditrice di buoni cavalli e buoni uomini, per grazia di Ahura Mazd? e di me, Dario il re, non teme alcun nemico”. Nell’iscrizione in elamitico parla poi della costruzione di Persepoli: “Per quanto riguarda il fatto che su questo posto è stata costruita questa fortezza, precedentemente qui non era stata costruita una fortezza. Per grazia di Ahura Mazd? ho costruito questa fortezza. E Ahura Mazd? era di tale mente, insieme a tutti gli esseri divini, che questa fortezza doveva essere costruita. E così l'ho costruita. E l'ho costruita sicura, bella e adeguata, proprio come volevo”.

 

(Fonte: Persepolis in Encyclopaedia Iranica)